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A Villa di Papiano e alla Chiesa di Porciano saranno esposti per la prima volta i lavori prodotti dalla scuola di ricamo fondata da Laura Merrick, attiva sul territorio di Lamporecchio nella prima metà del '900. Saranno visibili anche antichi capolavori ad ago sul Montalbano.

Domenica 2 luglio, dalle ore 18.00, Villa di Papiano e la Chiesa di San Giorgio a Porciano ospitano due mostre sull'arte del ricamo: "Laura Merrick: il punto e i ricami di Lamporecchio" e "Capolavori ad ago sul Montalbano". L'inaugurazione è prevista per le 18.00 alla Villa di Papiano e per le 19.00 alla chiesa di San Giorgio a Porciano.
Fra le varie attività che Miss Laura Merrick (Hallowell 1842-Firenze 1926) sostenne, vi fu la fondazione della Scuola di merletti con sede a Lamporecchio. La nascita segue la scia di scuole simili sorte in Italia durante la seconda metà del XIX secolo e volute da nobildonne come la contessa Gabriella Rasponi Spalletti a Quarrata nel 1897, o la signorina Giuseppina Morelli nei primi anni del Novecento a Casalguidi.
Animata da quella diffusa filantropia di molte nobildonne, la Merrick volle introdurre nel paese «un’industria sussidiaria per le donne che non hanno lavoro costante», offrendo loro «un mezzo di modesto guadagno» e proponendo «di migliorare col ritorno allo studio dei bei modelli antichi, il gusto e la tecnica delle lavoratrici nell’industria del ricamo».
Nella scuola-laboratorio, oltre a imparare singolari ricami a punto antico, fu elaborato un particolare ricamo caratterizzato da un primo passaggio a punto erba, sopra il quale si eseguiva il punto cordonetto, creando così un aspetto serrato e rialzato che contornava le figure, animali e vegetali, appositamente disegnate, che risultavano davvero speciali come mostrano gli esempi rimasti e la documentazione cartacea (disegni e spolveri). Dagli esemplari pervenuti apprendiamo trattarsi di un bestiario elaborato in modo singolare e cercato nei modelli antichi presenti nelle scultore di edifici sacri e profani, nei musei, non solo italiani, dove si conservano sculture romaniche, gotiche e rinascimentali, ma anche tratte dalle arti minori (miniature, tessuti, smalti, intarsi marmorei, oreficeria, e altro). Nelle due mostre sono esposti singolari esemplari che narrano i vari ricami realizzati dalle mani esperte delle donne del Montalbano e della piana pistoiese.
Tovaglie importanti, tovaglie da tè, servizi all’americana, centrotavola e centri per vassoi, copri-teiere, copri-bottiglie, rotondi sotto-bicchieri, ma anche cuscini e biancheria per la casa, fazzoletti, accessori di moda come guanti e scialli di filet, arredo per la casa, e tutto ciò che all’epoca doveva essere presente in un corredo eccellente, degno di una futura signora di “bon ton” e regina assoluta del focolare domestico.

Redazione

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